Stop ai problemi di infiltrazione negli edifici!

Stop ai problemi di infiltrazione negli edifici!

Dopo lunghi periodi di siccità, l’arrivo delle piogge abbondanti aumentano i problemi di infiltrazione che, se non adeguatamente risolti, causano danni permanenti alle strutture. Molto spesso i problemi di infiltrazione sono dovuti a danneggiamenti dello strato impermeabilizzante di copertura, per questo occorre posare correttamente l’impermeabilizzazione, sia nel caso in cui si intervenga su strutture esistenti, sia nel caso di nuove costruzioni. Quando si presentano infiltrazioni d’acqua la parola d’ordine è agire con intelligenza e in fretta, se si vogliono evitare gravi danni strutturali, costosi e invasivi interventi di manutenzione, oltre che responsabilità civili del proprietario.

Come si possono evitare i problemi di infiltrazione dell’acqua negli edifici?

L’impermeabilizzante serve a impedire il passaggio dell’acqua negli strati sottostanti e generalmente va posizionato dopo l’isolante termico (che si trova dopo il massetto pendente e l’eventuale barriera al vapore) e prima del rivestimento superiore (coppi o lamiera). Le sollecitazioni dinamiche e fisiche cui sono sottoposte le strutture da impermeabilizzare (come coperture, terrazzi, balconi ecc…) implicano che lo strato impermeabilizzante possegga elevate caratteristiche prestazionali, in quanto non solo deve garantire l’impermeabilità, ma deve anche aumentare la durabilità della struttura assecondandola nelle sue deformazioni.

Quando si agisce su edifici esistenti, prima di procedere nella posa dell’impermeabilizzante è necessario verificare lo stato di conservazione dei supporti sui quali si andrà ad intervenire, ovvero valutare le resistenze meccaniche di pavimentazione e massetto, l’esistenza di eventuali avvallamenti o delle corrette pendenze.

In base ai risultati delle verifiche si potrà scegliere la tipologia di intervento:

  1. impermeabilizzazione in sovrapposizione alla pavimentazione esistente,
  2. impermeabilizzazione previa rimozione della pavimentazione esistente, oppure
  3. demolizione di pavimentazione e massetto con ripristino totale.

Nelle impermeabilizzazioni, più che in ogni altro settore, è importante non trascurare la posa che deve essere meticolosa e deve garantire la continuità anche in punti quali gli attacchi della ringhiera, gli scarichi, le canalette, i raccordi tra piani verticali ed orizzontali, i giunti e gli altri punti critici.

Quando si agisce su edifici esistenti la scelta dell’impermeabilizzante dipende dalle caratteristiche originarie del manufatto o dello strato su cui si va ad agire. Ad esempio, molto può dipendere dal tipo di incollaggio: vi sono membrane che possono essere totalmente incollate sullo strato sottostante; in quel caso bisogna agire su massetti stagionati, ovvero che siano immuni da ritiro in quanto in quel caso potrebbero provocare delle lesioni all’impermeabilizzante. Se invece si utilizza l’incollaggio a fiamma bisogna verificare che il materiale sottostante non si rovini dal getto di calore.

Quali sono i principali metodi per risolvere i problemi di infiltrazione?

1. Membrane prefabbricate bituminose:

Le membrane più utilizzate per l’impermeabilizzazione di terrazzi e coperture sono quelle bituminose ovvero quelle che derivano dalla distillazione del petrolio. Generalmente sono prefabbricate (si trovano in commercio in rotoli), spesso sono provviste di armatura (in velo vetro, rete in vetro tessuto, poliestere non tessuto ecc) e necessitano di protezione superficiale, data in genere dalla pavimentazione, o dalla ghiaia, che viene realizzata al di sopra. Le membrane bituminose hanno in genere una buona resistenza meccanica e un elevato allungamento a rottura (utile soprattutto in caso di ritiro dimensionale del materiale su cui è posto in aderenza). Altra importante caratteristica è l’elevato spessore, non inferiore a 4mm per le membrane applicabili in monostrato, che di solito permette la calpestabilità dello strato. La posa in opera è abbastanza semplice, trattandosi di fogli prefabbricati, e non sono necessari accessori e fissaggi costosi, che fra l’altro nel caso di foratura del manto impermeabile produrrebbero parti a rischio d’entrata d’acqua. La possibilità di incollaggio in totale aderenza, attraverso l’uso di fiamme libere (o in alcuni casi attraverso uno strato adesivo), limita il passaggio dell’acqua in caso di perdite e ne facilita la rintracciabilità.
Tali membrane sono durevoli nel tempo e di facile manutenzione, infatti grazie al “sovrapponimento solidale” è possibile rinnovare un vecchio manto incollandovi sopra in totale aderenza una nuova membrana; in questo modo si prolunga la durata della nuova stratigrafia che risulterà ancora più performante della precedente perché più spessa.
Tale tipo di impermeabilizzazione è indicata per coperture calpestabili e non, per nuove costruzioni o ristrutturazioni o per tetti verdi, ma anche per le fondazioni. Nel caso di posa con ‘sfiammatura’ considerare se il tipo di strato al di sotto della guaina (isolante ecc) sia in grado di resistere alle alte temperature.

2. Membrane prefabbricate polimeriche:

Una membrana sintetica polimerica è un manto impermeabile, generalmente prefabbricato, in cui non è presente bitume o lo è in una percentuale minore al 50%. Sono meno diffuse rispetto a quelle bituminose e sono commercializzate in teli arrotolati. Si dividono in base alla loro composizione, ovvero in base al polimero principale di cui sono costituite, come ad esempio in PVC o  polietilene. Possono essere armate o non, con conseguenti differenze nella calpestabilità. Generalmente hanno buona resistenza meccanica e un’ottima elasticità che permette alla membrana di assorbire forti escursioni termiche e di sopportare i piccoli movimenti ed assestamenti che dovessero esserci tra il supporto e il pavimento. La posa è facile ma bisogna fare molta attenzione all’incompatibilità chimica da contatto con alcuni materiali come bitume, asfalti e catrame, solventi, oli o prodotti con idrocarburi, solventi, ecc.
E’ indicata per l’impermeabilizzazione di coperture (calpestabili e non ) piane e inclinate, per nuove costruzioni o ristrutturazioni. In base ad alcune varianti possono essere adoperate anche per tetti verdi, per fondazioni e muri contro terra. Generalmente necessita di uno strato protettivo o di un rivestimento.

3. Membrane autoadesive:

Le guaine adesive, bituminose e non, si incollano al piano di posa per semplice pressione a temperatura ambiente, senza la necessità di fiamma. Di conseguenza è unsistema a freddo in cui la posa avviene con modalità e precauzioni simili a quelle delle membrane con incollaggio a caldo e per assicurare la tenuta nelle giunzioni laterali e di testa vengono utilizzati appositi apparecchi ad aria calda senza fiamma e attrezzi specifici dedicati al sistema.
Tutte le superfici da impermeabilizzare dovranno essere regolari senza particolari protuberanze o concavità; bisognerà quindi adottare particolari accorgimenti nei punti critici e in corrispondenza di tubature passanti. Lungo le murature in verticale è necessario un fissaggio meccanico della membrana nella parte superiore per mezzo di un listello chiodato onde evitare il parziale scivolamento della membrana.
E’ indicata per l’impermeabilizzazione di terrazzi e coperture calpestabili e non, per nuove costruzioni o ristrutturazioni. Particolarmente indicata dove l’uso di fiamme libere non è permesso, a causa delle caratteristiche strutturali dell’immobile, dell’attività interna o della vicinanza di prodotti altamente infiammabili ad esempio quando il piano di posa è costituito da elementi in legno o da materiale coibente sensibile al calore.

4. Membrane autoprotette ed ardesiate:

Le membrane auto protette sono quelle in cui è possibile che lo strato impermeabile venga lasciato “a vista”, ovvero esposto agli agenti atmosferici. Per resistere alle intemperie e ai raggi UV sono composte da un manto superficiale capace di proteggere la membrana. Lo strato di protezione può essere ardesiato o con lamiere di rame o alluminio. Quelle rivestite in rame o di alluminio sono più costose ma non sono soggette ad usura, problema di cui risentono quelle ardesiate.
Non sempre è calpestabile e può risentire dell’usura del tempo.
E’ indicata per l’impermeabilizzazione di coperture non calpestabili, per nuove costruzioni o ristrutturazioni. Tale impermeabilizzazione è adatta soprattutto a strutture in legno, coperture deck, recupero di coperture storico-artistiche e dove non si voglia mettere un ulteriore rivestimento.

5. Impermeabilizzazioni liquide:

A differenza delle membrane prefabbricate le impermeabilizzazioni liquide permettono una maggiore versatilità in quanto l’applicazione è più comoda ed è possibile agire su tutta la superficie, senza la possibilità di lasciare punti scoperti. Sono altamente resistenti ai ristagni d’acqua, ai raggi UV, alle intemperie ed ai cicli di gelo e disgelo.
Nel caso in cui la pavimentazione esistente risulti integra e ben ancorata al substrato, si potrà impermeabilizzare i balconi e le terrazze, anche se già piastrellati, senza la rimozione della vecchia pavimentazione, realizzando un pacchetto impermeabilizzante-adesivo-piastrella generalmente non superiore a 15 mm. Tale guaina può essere applicata con rullo o pennello e si caratterizza per la totale assenza di giunture, saldature e sormontazioni.
Nella fase della posa in opera si devono considerare quali substrati siano idonei (es. pietre naturali, ceramiche, vetro, vetrocemento, policarbonato ecc).
Sono indicate per l’impermeabilizzazione e la protezione di balconi, terrazze, lucernari e coperture in generale. Particolarmente indicata per interventi di ristrutturazione in cui non si voglia rimuovere la pavimentazione esistente, con innegabili vantaggi sui tempi di esecuzione e di smaltimento in discarica del materiale di risulta, quindi con notevole economicità.  E’ utilizzata anche per l’impermeabilizzazione di interni, in particolare per bagni e docce.

6. Prodotti impermeabilizzanti a base cementizia:

Sono una particolare tipologia di impermeabilizzanti protettivi formulati sottoforma di malta con composti elastomerici che permettono al preparato di deformarsi insieme al manufatto senza distaccarsi. Tali impermeabilizzanti cementizi vengono utilizzati per le superfici in calcestruzzo, per la rasatura elastica impermeabile di intonaci micro fessurati, per superfici in calcestruzzo soggette a deformazione sotto carico e per impermeabilizzare interni ed esterni prima della posa in opera di piastrelle in ceramica o simili.
Sistema ad umido che necessita dei dovuti tempi di maturazione.
Particolarmente indicato per impermeabilizzare balconi e terrazze, cornici, grondaie in cemento, fioriere e pozzetti, ma anche fondi e manufatti esposti al contatto con l’acqua e le strutture destinate al contenimento di acque potabili.

Se anche tu sei il proprietario di un immobile soggetto a problemi di infiltrazione e non sai come affrontarli, chiedici un consiglio.

ATTENZIONE:

Non investire un altro euro a casa tua prima di aver letto il nostro MANUALE TECNICO…

Leggendolo capirai perché molti interventi di isolamento e umidità in casa falliscono, per colpa delle 5 Cose che il 99% degli esperti del settore NON dicono ai clienti”

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