Ristrutturazione: come e quanto riscaldare?

Ristrutturazione come e quanto riscaldare

Il sistema di riscaldamento più diffuso negli edifici esistenti da ristrutturare è quello ad acqua. Si tratta di un circuito chiuso, per il quale viene utilizzata l’acqua come mezzo vettore e di immagazzinamento del calore grazie alla sua elevata capacità termica. Mediante un sistema di generazione o una caldaia alimentata da un bruciatore (o una pompa di calore elettrica) si scalda l’acqua che viene veicolata con delle pompe di circolazione attraverso il sistema di distribuzione o tubi di mandata fino al sistema di emissione o radiatori (o riscaldamento radiante), per poi essere riportata alla caldaia attraverso i tubi (cosiddetto “ritorno”).

La scelta del combustibile

Quale generatore installare dipende in primo luogo dal combustibile disponibile sul posto.

La scelta del combustibile per esempio, può essere condizionata dal fatto che l’edificio può non essere collegato alla rete del gas e la precedente caldaia funzionava a Gasolio.

Dal punto di vista ecologico, il legno costituisce sicuramente una buona alternativa come materiale combustibile soprattutto se non ci sono dei limiti di approvvigionamento e stoccaggio, è allora possibile ricorrere al Propano o GPL (un prodotto di scarto della raffinazione del petrolio).

I motivi per cui spesso non si propone spesso come combustibile principale dell’impianto il legno in forma di cippato, è per la qualità variabile del prodotto, che durante il deposito può essere attaccato da lumache, richiede un elevato impegno per la manutenzione ed è un sistema di combustione relativamente costoso. Il pellet garantisce invece una qualità invariata del combustibile, però ha un prezzo più elevato e costituisce delle emissioni piuttosto alte, inoltre come il cippato richiede un elevato impegno per la manutenzione ed è un sistema di combustione relativamente costoso.

Utilizzare la corrente elettrica per riscaldare è assolutamente vietato!

Questa energia nobile prodotta a fronte di un grosso impegno è il combustibile sbagliato nel regime di applicabilità di basse temperature richiesto dagli impianti che oggi hanno raggiunto un’alta efficienza, la corrente è il killer ambientale numero uno ed è comunque di 2-5 volte più costosa di tutti gli altri combustibili.

La scelta del generatore

Qualunque sia il generatore che si vuole installare la potenza necessaria viene prima di tutto individuata in base al relativo standard costruttivo dell’edificio che deve essere riscaldato, a standard costruttivi migliori corrispondono potenza delle caldaie minori e quindi in ultima analisi costi minori.

Le caldaie a condensazione rappresentano l’optimum tra tutti i tipi di caldaia attuali. Si tratta in definitiva di una caldaia a bassa temperatura con uno scambiatore di calore aggiuntivo per i gas esausti. Questa evoluzione delle caldaie a bassa temperatura, permette di ottenere un’ulteriore riduzione delle emissioni di sostanze inquinanti e di migliorare al massimo dell’11% lo sfruttamento dei combustibili.  

Tutte le pompe di calore sono più costose degli impianti di riscaldamento a gasolio o a gas!

La falsa credenza che le pompe di calore vengono ritenute capaci di utilizzare energia rinnovabile e di avere dei bassi costi di gestione, si rivela tale, specialmente nel caso di vecchi edifici non isolati.  la cosa appare seducente: “via” gasolio e gas per fare spazio alla pompa di calore che dopo il ricco investimento, oltre a garantire un buon confort, solleva di molto il bilancio familiare e riduce il nostro carico sull’ambiente. Molte analisi previsionali ed esperienze di gestione non conducono però quasi mai al risparmio auspicato.

Sarebbe anche sbagliato confinare la pompa di calore in un angolo a “consumare corrente elettrica”.  in condizioni di contorno ottimali, e se rimane sicuramente un’alternativa concorrenziale alle caldaie – ma in nessun modo migliore è più ecologica!

Installando la pompa di calore non si va a sostituire un impianto di riscaldamento in cui il calore viene prodotto diretta direttamente con la corrente elettrica o un accumulo di acqua calda sanitaria riscaldata da una batteria di resistenze elettriche, occorre per forza stipulare un nuovo contratto di fornitura della corrente con il gestore di rete per ottenere una maggior corrente.

Perciò occhio alle super offerte!

La scelta dei corpi scaldanti

Nelle vecchie costruzioni da ristrutturare vengono installati sistemi a temperatura normale, aventi 90°C di temperatura di mandata è circa 70°C di ritorno (radiatori),  ma se isoliamo bene l’edificio esistente, sono sufficienti temperature decisamente più basse per il riscaldamento degli ambienti che permettono in definitiva un notevole risparmio energetico (pannelli radianti). Ideali per questo tipo di sistema sono le caldaie a condensazione che riescono a recuperare calore dalla condensazione dei gas di scarico, infatti la condensazione avviene a seconda del combustibile soltanto a partire dalle temperature di ritorno inferiori a 50°C.  Da un nuovo sistema di riscaldamento indipendentemente da quello che viene scelto, si pretende che:

  • a seconda dell’utilizzo della stanza siano possibili diverse temperature;
  • la distribuzione della temperatura all’interno degli ambienti sia il più uniforme possibile;
  • i corpi scaldanti abbiano per quanto possibile una grossa superficie, così da fornire un elevato contributo di calore per irraggiamento.

Considera anche che…

  • Si riescono ad ottenere dei regimi di esercizio buoni e durevoli solo se si effettua una regolare manutenzione di caldaia e bruciatore.  
  • Occorre tener conto anche del consumo di corrente elettrica per il riscaldamento in questo campo vi è un potenziale di risparmio ancora per lo più sottostimato punto ad esempio le pompe di circolazione costituiscono ancora devi apparecchio estremamente dispendiosi a livello energetico, soprattutto in virtù di frequenti sovradimensionamenti e lunghi periodi di esercizio.
  • Per risparmiare i costi delle pompe, l’intera rete di tubazioni,  dovrebbe essere realizzata il più possibile senza perdita di carico e soprattutto laddove attraversi zone fredde non riscaldate, deve essere ottimamente coibentata senza alcuna interruzione.
  • Nella ristrutturazione di impianti esistenti occorre fare attenzione a mantenere più basse possibili le dispersioni per irraggiamento, approntamento di acqua calda e distribuzione. Per questo scopo è indicato avere una bassa temperatura di sistema che dovrebbe essere proprio adeguata alle situazioni di fabbisogno termico che via via si presentano.

by Katia Durì in come ristrutturare

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