Norme importanti per ristrutturare

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Le norme più importanti da tenere in considerazione per ristrutturare sono quelle che riguardano l’efficienza energetica. In base al rispetto dei requisiti fissati per legge il professionista definisce il sistema di isolamento delle pareti e dei solai che racchiudono il volume riscaldato e successivamente il sistema impiantistico adeguato per soddisfare il fabbisogno termico.

La legislazione italiana vigente in materia di contenimento dei consumi e miglioramento dell’efficienza energetica si basa su una serie di decreti che hanno specificato, corretto e integrato i requisiti minimi, metodi di calcolo e modalità di classificazione e certificazione degli edifici in base alle prestazioni dell’involucro e degli impianti installati, superando la storica Legge n. 10/91.

In attuazione alla direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico in edilizia, viene emanato il D.lgs. 192/2005, che stabilisce la metodologia di calcolo, i requisiti di prestazione energetica, le modalità di certificazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici.

Il Decreto si applica agli edifici di nuova costruzione e alle ristrutturazioni di edifici superiori ai 1000 m3 nonché agli ampliamenti superiori al 20 % della cubatura esistente. Anche nel caso di ristrutturazioni parziali e interventi di manutenzione straordinaria devono essere rispettati i parametri previsti dal decreto.

Il D.lgs. 192/2005 viene poi modificato dal D.lgs. 311/2006 e successivamente dal D.P.R 59/2009, con il quale si definiscono le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici per la climatizzazione invernale e per la preparazione dell’acqua calda sanitaria, i requisiti minimi per la climatizzazione estiva e l’illuminazione artificiale nel terziario ed infine le linee guida per la certificazione energetica degli edifici.

Nel tempo intercorso alla sua emanazione enti diversi – Regioni, Province, Province autonome – hanno provveduto ad elaborare normative specifiche in attuazione della direttiva 2002/91/CE e a stabilire classificazioni basate su metodi di calcolo sensibilmente diversi tra loro.

La normativa attuale prevede che si possano utilizzare quattro livelli di semplificazione del calcolo e che lo stesso possa essere affettato con una trentina di software disponibili in commercio. E’ difficile pensare che questa così ampia disponibilità di strumenti possa agevolare l’uniformità dei risultati, tant’è che la norma stessa consente un errore, in più o in meno, del 5%.

Con il D.lgs. 28/2011 in attuazione alla direttiva 2009/28/CE vengono fissati gli obblighi minimi per l’installazione degli impianti a fonti rinnovabili. L’obbligo vale anche per gli interventi definiti come

“ristrutturazione rilevante”, ossia un edificio esistente avente una superficie utile superiore ai 1000 m2 e soggetto a ristrutturazione integrale degli elementi edilizi costituenti l’involucro, oppure un edificio esistente soggetto a demolizione e ricostruzione anche in manutenzione straordinaria.

Nel caso di edifici nuovi o edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, gli impianti di produzione di energia termica devono essere progettati e realizzati in modo da garantire il contemporaneo rispetto della copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, del 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria e delle seguenti percentuali della somma dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento:

  1. il 20 per cento quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è presentata dal 31 maggio 2012 al 31 dicembre 2013;
  2. il 35 per cento quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è presentata dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016;
  3. il 50 per cento quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è rilasciato dal 1° gennaio 2017.

Gli stessi parametri saranno confermati con il DM Requisiti Minimi del 2015 con il quale si definisce anche che il fabbisogno termico annuale si calcola come l’apporto necessario di energia primaria per singolo impianto, con intervalli di calcolo mensile. Con le stesse modalità si determina l’energia da fonte rinnovabile prodotta. Si opera la compensazione tra i fabbisogni termici e l’energia da fonte rinnovabile prodotta e utilizzata all’interno dell’edificio con le seguenti condizioni:

  1. solo per contribuire ai fabbisogni del medesimo vettore energetico (elettricità con elettricità, energia termica con energia termica, ecc);
  2. fino a copertura totale del corrispondente vettore energetico utilizzato per i servizi considerati nel calcolo della prestazione energetica. L’eccedenza di energia rispetto al fabbisogno mensile, prodotta in situ e che viene esportata, non concorre alla prestazione energetica dell’edificio.

Il DM Requisiti Minimi del 2015 definisce inoltre nuovi tipi di interventi di ristrutturazione, facendo una distinzione fra:

Ristrutturazioni importanti di primo livello

La ristrutturazione prevede contemporaneamente:

  • un intervento che interessa l’involucro edilizio con un’incidenza > 50 % della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio;
  • la ristrutturazione dell’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva asservito all’intero edificio. In tal caso i requisiti di prestazione energetica si applicano all’intero edificio e si riferiscono alla sua prestazione energetica relativa al servizio o servizi interessati.

Ristrutturazioni importanti di secondo livello

  • L’intervento interessa l’involucro edilizio con un incidenza > 25 % della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio e può interessare l’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva.

I requisiti di prestazione energetica da verificare riguardano le caratteristiche termo-fisiche delle sole porzioni e delle quote di elementi e componenti dell’involucro dell’edificio interessati dai lavori di riqualificazione energetica e il coefficiente globale di

scambio termico per trasmissione (H’T) determinato per l’intera superficie, comprensiva di tutti i componenti su cui si è intervenuti.

Riqualificazioni energetiche

  • un edificio è sottoposto a riqualificazione energetica quando i lavori in qualunque modo denominati, a titolo indicativo e non esaustivo: manutenzione ordinaria o straordinaria, ristrutturazione e risanamento conservativo, ricadono in tipologie diverse dalla ristrutturazione importante.(D.Lgs.192/2005)

Gli interventi devono avere, comunque, un impatto sulla prestazione energetica dell’edificio. In tali casi i requisiti di prestazione energetica richiesti si applicano ai soli componenti edilizi e impianti oggetto di intervento, e si riferiscono alle loro relative caratteristiche termo-fisiche o di efficienza.

Ognuna di queste casistiche prevede una verifica del rispetto dei parametri diversa che il professionista specializzato nella ristrutturazione deve verificare attraverso una Relazione Tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici. In base a queste verifiche è alle conoscenze tecniche del professionista è possibile fare il progetto dell’isolamento e degli impianti termici adeguati all’edificio da ristrutturare.

by Katia Durì in posso ristrutturare

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