Il problema dei ponti termici – cosa sono e come risolverli

Il problema dei ponti termici

Il problema dei ponti termici è divenuto un tema fondamentale per il progetto degli edifici. Negli ultimi tempi, sia in termini di evoluzione del sistema normativo, sia per la maggiore sensibilità energetica delle persone, il progettista deve avere una preparazione approfondita di tutte le tecniche ed i materiali presenti sul mercato, per poter proporre soluzioni edilizie mirate per l’isolamento degli edifici ed evitare l’insorgere dei problemi di umidità.
L’involucro edilizio è l’insieme di tutte le chiusure esterne dell’edificio: come le pareti, i solai, le coperture e i serramenti.

I ponti termici modificano il funzionamento trasmissivo di queste chiusure, ovvero aumenta le perdite di calore verso l’esterno.

Un ponte termico è definibile come una discontinuità geometrica e costruttiva dell’involucro che racchiude gli ambienti riscaldati di un edificio.

Secondo la UNI EN ISO 10211-1, un ponte termico è quella parte d’involucro dove la resistenza termica, altrove uniforme, diminuisce in modo significativo per effetto di:

  1. disomogeneità nell’uso dei materiali (ad esempio una parete perimetrale in laterizio con un pilastro in c. a.);
  2. variazioni nello spessore di una parete esterna (ad esempio un termosifone in nicchia sotto la finestra);
  3. discontinuità geometriche (angoli tra pareti, giunti tra parete e pavimento, attacco parete e soffitto ecc.).

In pratica i ponti termici corrispondono a tutti quei nodi che sono di congiunzione tra chiusure diverse: intersezione tra pavimento/solaio e parete perimetrale, parete esterna con parete esterna, parete esterna con parete interna, pilastro con parete esterna, infisso con parete esterna ecc.

ponti termici

Il problema dei ponti termici da luogo a forti perdite di energia dell’edificio verso l’esterno. Il ponte termico si presenta come un punto freddo sulla faccia interna dell’involucro e come caldo sulla faccia esterna.

Non solo, la presenza di un ponte termico peggiora le condizioni igieniche dell’ambiente confinato, infatti, nei punti in cui si realizza questa perdita di calore il muro interno diventa freddo e dà luogo alla formazione di condensa con la produzione di macchie di muffe e sgretolamento dell’intonaco, fino, nei casi più estremi, ad attaccare le strutture portanti.

Quindi, il problema dei ponti termici determina i seguenti effetti:

  1. aumento delle perdite di calore con conseguente aumento dei consumi di energia primaria (gasolio, gas naturale ecc.);
  2. peggioramento delle condizioni igieniche dell’ambiente riscaldato con presenza di muffa sui muri e presenza di odori sgradevoli;
  3. incremento dei costi per il mantenimento della temperatura di comfort nell’edificio, e di quelli per la manutenzione periodica dei danni dovuti alla muffa.

I ponti termici devono essere corretti con un intervento di riqualificazione energetica, con lo scopo di ridurre l’incremento dei costi d’esercizio nonché il consumo di energia primaria e del relativo livello d’inquinamento globale.

Per questo il progettista deve tutelare sia l’interesse del committente (che richiederà minori costi di esercizio e maggiore comfort abitativo), sia gli interessi della collettività (che attraverso leggi e norme dà indicazioni cogenti per la riduzione dei consumi e del livello d’inquinamento). L’azione fondamentale che il tecnico svolge consiste:

  1. nella ricerca e classificazione dei ponti termici in base alla causa;
  2. nella loro correzione.

La ricerca dei ponti termici negli edifici esistenti, si realizza attraverso il l’esperienza nell’utilizzo di strumenti di misura, come la termocamera a raggi infrarossi, abbinata al rilievo dell’umidità degli ambienti con un igrometro.

La termocamera è uno strumento in grado di individuare le zone “fredde” del paramento interno, ovvero le zone “calde” del paramento esterno. Infatti, un ponte termico, corrisponde ad un pezzo di parete “fredda” quando è osservata dall’ambiente interno, viceversa corrisponde ad un pezzo di parete “calda” quando è guardata dall’esterno. In concreto, la termocamera rappresenta in un grafico le differenze di emissione del calore da parte dell’involucro edilizio e indica le zone dove maggiore è il passaggio dell’energia termica, ossia indica la presenza dei ponti termici.

La correzione invece si realizza in cinque fasi distinte:

  1. verifica se la causa della muffa è determinata dalla formazione di condensa o da altri motivi, come un’infiltrazione o la rottura di una tubazione;
  2. se la muffa dipende dalla formazione di condensa perché è presente un ponte termico, prima di applicare un qualsiasi isolante è necessario procedere verificando quanti starti interessa l’umidità nel muro;
  3. quindi pulire la muffa con un prodotto disinfettante verificare in base ad un monitoraggio climatico se gli ambienti sono regolarmente ventilati e nel caso in cui non sia possibile farlo verificare se è necessario installare un impianto di ventilazione meccanica controllata;
  4. solo dopo queste verifiche scegliere il materiale isolante adatto da applicare;
  5. messa in opera del medesimo con lo scopo di creare uno sbarramento ai flussi di calore verso l’esterno ed aumentare la resistenza termica della parete o del solaio, ricordando che tante sono le configurazioni di isolamento del nodo e che tutte dipendono dalla tipologia del ponte medesimo e dal livello di isolamento voluto.

Riporto un esempio che riguarda la correzione di un ponte termico di una finestra:

Soluzione ponte termico finestra

La correzione del ponte termico può essere rispetto a quante volte si crede, molto complessa. Il progettista deve chiudere in ogni direzione il flusso di calore verso l’esterno. Nell’immagine l’isolamento a cappotto rappresentato in giallo  è stato accuratamente previsto all’esterno esterno con il risvolto dello stesso sulla spalletta del serramento. Inoltre è stato isolato anche il cassonetto alloggiato nella stessa nicchia del cassonetto precedente.

Con questo articolo abbiamo cercato di dare un quadro sintetico del problema dei ponti termici. Se hai domande o dubbi, Programma Sinergia è a disposizione di ogni lettore curioso di approfondire l’argomento.

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Il problema dei ponti termici è divenuto un tema fondamentale per il progetto degli edifici. Negli ultimi tempi, sia in termini di evoluzione del sistema normativo, sia per la maggiore sensibilità energetica delle persone, il progettista deve avere una preparazione approfondita di tutte le tecniche ed i materiali presenti sul mercato, per poter proporre soluzioni edilizie mirate per l'isolamento degli edifici ed evitare l'insorgere dei problemi di umidità. Pubblicato il 22/09/2015 ore 09:54.
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