Il fabbisogno termico

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Quali sono i requisiti minimi da rispettare per rendere un edificio efficiente sotto l’aspetto energetico?

Per rendere un edificio efficiente sotto l’aspetto energetico è necessario calcolare il suo fabbisogno termico, che serve per determinare se esso sia un edificio da 15, 70, 120 kWh/m2anno e si ottiene dal bilancio fra le dispersioni e gli apporti termici.

Le dispersioni termiche T

per trasmissione avvengono per conduzione attraverso tutti gli elementi costruttivi (pareti, finestre, soffitti, pavimenti) delle zone riscaldate a tutte quelle più fredde (ambienti confinanti non riscaldati, cantine, sottotetti, terreno, aria esterna).

Le dispersioni termiche V

per ventilazione avvengono in seguito a scambi di aria attraverso tutti gli elementi costruttivi non ermetici o aperti (porte, finestre) dalle zone riscaldate a tutte quelle più fredde.

Gli apporti termici interni I

avvengono in seguito alle attività svolte all’interno dell’edificio, come cucinare o consumare acqua calda sanitaria, per l’utilizzo di elettrodomestici, dispositivi di illuminazione, computer, ma anche per la presenza di persone.

Una persona adulta cede una potenza termica oraria di 60-100 W variabile a seconda dell’attività che compie.

Gli apporti solari gratuiti S

avvengono in seguito all’irraggiamento solare su tutte le superfici trasparenti, soprattutto le finestre. Le dispersioni termiche vengono ridotte proprio dagli apporti interni e dai guadagni solari gratuiti.

A loro volta le dispersioni e gli apporti dipendono dalle caratteristiche tipologiche dell’edificio da ristrutturare. L’orientamento e la forma, l’esposizione e l’ombreggiamento condizionano in maniera decisiva il calcolo del fabbisogno termico.

“Prima di qualunque ragionamento sulla migliore tecnica di riscaldamento dell’edificio, bisogna puntare a ridurre le dispersioni termiche attraverso tutti gli elementi costruttivi esterni. Bisogna cioè verificare che tutte le pareti e i solai che danno verso l’esterno o verso ambienti non riscaldati rispettino i requisiti minimi di trasmittanza termica.”

E’ errata la convinzione comune che le pareti esterne rappresentino il 70 – 80% dell’involucro termico di un edificio. Di solito la percentuale di pareti esterna, corrisponde solo al 35 – 45% della superficie disperdente globale dell’involucro termico.

Una volta isolato l’involucro che corrisponde a tutta la superficie che include il volume da riscaldare ad una temperatura confortevole di 20° C, è possibile determinare il rimanente “apporto” di calore di un edificio che è il fabbisogno termico per riscaldamento che deve essere apportato da un “opportuno” impianto di riscaldamento.

by Katia Durì in come ristrutturare

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