Come scegliere i materiali giusti per riqualificare il tuo edificio

scegliere i materiali giusti per riqualificare

Oggi sul mercato c’è una rincorsa alla ricerca del materiale isolante perfetto ed evoluto che in pochi centimetri garantisce un’altissima prestazione dell’isolamento dell’involucro. Tuttavia i muri della casa non sono composti solo dallo strato isolante, ma anche dai materiali che costituiscono l’intero componente edilizio, e come avviene nel caso della nostra pelle, quest’ultimo è sottoposto verso l’esterno all’azione degli agenti atmosferici, e verso l’interno, alla temperatura ed umidità degli ambienti alterati dalla nostra stessa presenza. Prima di procedere con l’individuazione del materiale adatto per eseguire un intervento di riqualificazione energetica, per ridurre i consumi del tuo edificio, devi conoscere il risultato che vuoi ottenere applicandolo e di conseguenza puoi cercare sul mercato quello che possiede le caratteristiche che corrispondono alle tue necessità.

Lo sai quali sono le caratteristiche che principalmente devi osservare per capire quale materiale è più adeguato al tuo tipo d’intervento?

Il valore che distingue i materiali per la loro capacità isolante è la “Conducibilità termica” λ. I materiali a bassa conducibilità termica sono definiti isolanti e garantiscono un elevato isolamento termico dell’edificio. Il calcolo della classe energetica di una casa secondo le linee guida nazionali per la certificazione energetica (DM 26/06/09) prevede la verifica della trasmittanza termica degli elementi che costituiscono l’involucro opaco e trasparente. La trasmittanza termica U è un valore che dipende dalle caratteristiche di tutti i materiali che costituiscono il componente edilizio.

Un’altra caratteristica molto importante da considerare è la “Traspirabilità” dei materiali da costruzione, lo sai perché?

Il vettore igrometrico che può generare umidità interstiziale e quindi causare l’inefficienza termica dei componenti, è la diffusione di calore attraverso i materiali. Diviene quindi determinante saper capire i flussi termici e quindi il trasferimento di vapore attraverso i componenti edilizi per evitare che si formi condensa negli strati interni. Per questo motivo conoscere la “traspirabilità” è dei materiali da costruzione, per garantire la salubrità dell’abitazione. L’obbiettivo è che l’involucro di una casa deve poter “respirare”, cioè mantenere al suo interno quell’ottimale rapporto tra umidità, calore e salubrità dell’aria che determina un buon livello di benessere.

Lo sai che l’aria che è uno dei vettori igrometrici principali è l’isolante più utilizzato in edilizia?

Essa possiede un λ = 0.024 (W/mK) e gran parte dei materiali che isolano bene lo fanno perché riescono ad essere occupati principalmente d’aria mantenuta “ferma”, quasi immobile. All’interno dei materiali composti di cavità più o meno grandi, il flusso di calore avviene per conduzione attraverso le parti solide opache, per convezione e per irraggiamento tra le superfici che delimitano le cellule. Tutti i materiali isolanti tradizionali, fatta eccezione per alcuni tipi di schiume cellulari, si basano ancora sull’incorporamento dell’aria in piccole cavità, pori o cellule che impediscono lo scambio termico per convezione. Per questo motivo la conducibilità termica di tali materiali raggiunge valori minimi fino a 0,023 W/mK. Per andare oltre questo limite e raggiungere il super-isolamento mediante la riduzione della conducibilità termica, possono essere applicate tre strategie principali:

– rimozione del gas: questa tecnica è utilizzata per i pannelli isolanti sottovuoto (VIP)

– cambiare il tipo di gas: come viene fatto per le vetrocamere delle finestre, riempite di Argon o Kritpon

– intrappolare il gas in minuscoli pori che abbiano una dimensione inferiore al percorso medio fatto dal gas intrappolato al fine di limitare il trasferimento di energia tra le molecole.

Questa tecnica è utilizzata per gli areogel o altri materiali nano-porosi. In caso di riqualificazione energetica di edifici esistenti, lo spessore dell’isolante diventa una questione importante e i materiali super-isolanti con spessori che si aggirano intorno ai 2-5 cm, possono in tal caso essere molto efficaci.

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Prima di procedere con l’individuazione del materiale adatto per eseguire un intervento di riqualificazione energetica, per ridurre i consumi del tuo edificio, devi conoscere il risultato che vuoi ottenere applicandolo. Pubblicato il 22/04/2015 ore 14:50
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